IL Ratto Norvegicus.

 Il RATTO NORVEGICUS

Iniziamo dicendo che i ratti sono i roditori che maggiormente vengono utilizzati ( insieme al mus musculus) da noi allevatori di rettili , ma soprattutto da chi alleva boidi..
Vediamo alcune tecniche per allevare e riprodurre ratti e per evitare di restarne senza al momento del bisogno, in quanto sono pochi i rivenditori che trattano questi animali (spesso neppure i rivenditori di rettili).


 
COME SCEGLIERE GLI ESEMPLARI:  Per la scelta degli esemplari bisogna stare attenti nel prendere animali in salute e non animali che abbiano qualche malattia, oppure animali troppo grandi, che oltre ad avere un ciclo di vita ridotto si accoppieranno meno.
Prima di prendere un ratto bisogna controllare per bene l’animale, questo deve avere un pelo lucido e conforme per tutto il corpo,  senza chiazze dove manca il pelo. Bisogna controllare inoltre l’animale nel viso per vedere se ha graffi oppure lesioni e per ultima cosa bisogna accertarsi che il futuro acquisto sia vivace e non isolato in un angolo tutto accovacciato. Se uno di questi fattori manca è totalmente sconsigliato l’acquisto.

DISTINZIONE DEL SESSO:  Per distinguere il sesso occorre alzare il ratto per la coda e vedere la distanza tra l’ano e il genitale, , se la distanza è poco o addirittura nulla, si tratta di una femmina, se invece la distanza è maggiore è un maschio. Nei ratti il maschio è visibile anche senza alzarlo per via dei grossi testicoli che sporgono proprio all’inizio della coda.

LA LORO CASA:   La casetta dei nuovi acquisti dovrà essere una gabbia per roditori  del tipo:criceti, scoiattolini, ecc. Da evitare quelle con sbarre troppo larghe se non volete che scappino.Le dimensioni giuste per una coppia di ratti sono: 80(lunghezza) * 40( profondità) * 50( altezza).Importantissima della segatura come substrato, per evitare i cattivi odori. Invece  come allestimento interno va bene una grande cassetta come rifugio,e quant’ altro si voglia mettere per arredare la gabbia, l’importante che non ci sia nulla di nocivo o di pericoloso per la salute del nostro ratto.

DESCRIZIONE FISICA:  Ha un corpo lungo e sfilato che gli permette di passare in spazi molto piccoli, a vederli non ci si crederebbe, infatti è buona norma assicurarsi sempre che la gabbia dove alloggia sia sempre ben chiusa.Solitamente si avvale di una lunghezza di circa 21 e 30 centimetri, molto raramente arriva a 40 cm, e generalmente arriva ai 300-400 grammi di peso, ma se alimentato bene arriva anche ad un peso di 600-800gr.            Ha delle orecchie sporgenti, il viso lungo e dei denti ( che in realtà sono dentoni) grandi per poter rosicchiare tutto.Vive fino a 3-4 anni.

COMPORTAMENTO: Sono animali notturni che si muovono al calare della sera e di giorno spesso sono poco attivi. Hanno un raggio d’azione di circa 50-60 metri, sono molto territoriali, e soprattutto i maschi che spesso e volentieri marchiano tutto con la loro urina..Spesso si muovono sotto gallerie oppure sotto tegole o nelle fogne, in luoghi poco transitati.Sono molto curiosi, e se qualcuno si avvicina alla loro gabbia, vengono subito a curiosare.

ALIMENTAZIONE: Iniziamo dicendo che i ratti sono onnivori, il che significa l’avere bisogno di un apporto quantitativo corretto di proteine, oltre al solito miscelato che gli viene offerto. Per questo molti allevatori, soprattutto nel periodo della gravidanza ,offrono anche delle crocchette per cani, ovviamente oltre al Pellet che come per i mus musculus viene frequentemente usato.La miscela deve essere composta da semi di girasole ( in piccole quantità perché contiene poca concentrazione di elementi qualitativamente buoni essendo per gran percentuale grassi), mais, fiocchi d’avena., ecc…  Però non rifiutano biscottini, pomodori, pane, pasta, e soprattutto verdure.

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Per avere dei buoni risultati nella riproduzione, bisogna tener conto di questi fattori:1-     Accertarsi che gli animali scelti abbiano un età superiore o uguale ai 3 mesi.2-     Assicurarsi che siano sani e ben in carne.3-     Avere una gabbia dove isolare al coppia.Tenendo conto di questi fattori, ci sono ottime probabilità di ottenere dei bei ratti.Si inizia prendendo un trio di ratti , un maschio e 2 femminucce. Se il maschio è un ottimo fecondatore  nell’arco di un mese al massimo si inizieranno ad avere le femmine gravide. Poi , nel giro di 2 mesi, se non ci sono state gravidanze, allora è il caso di cambiare il maschio…Appena ci accorgiamo che il parto è imminente bisogna togliere il maschio ( è possibile anche toglierlo appena si ci rende conto della gravidanza) per evitare che questo si  mangi la prole. La gestazione dura circa 21/22 giorni, dopo, la femmina darà alla luce tanti piccoli ratti rosa ( senza pelo), cechi e sordi. Alla nascita misurano circa 1,5cm, la femmina li accudirà e li svezzerà, se si tratta del primo parto è possibile che questa si nutra della prole, capita perché è il primo parto, e il numero dei nascituri non sarà elevato, infatti gia dal secondo parto il numero dei piccoli salirà. In genere una ratta al primo parto sforna circa 7-9 piccoli, dal secondo in poi se si è fortunati, possiamo avere anche 20 baby.. Molto dipende dalle dimensioni della femmina.I piccoli saranno svezzati e si renderanno autonomi nel giro di 20 giorni circa, e sessualmente maturi dopo 3 mesi.

IL RATTO DA COMPAGNIA: Molte persone oggi adottano ratti per compagnia, spesso viene preferito ad un gatto, o ad un animale molto più impegnativo.A differenza di un tempo, almeno il 40% della popolazione ha capito che i ratti non sono animali da urla isteriche, ma semplici animali esistenti nell’universo, che se si vuole, si possono addomesticare al fine di avere una compagnia.Addomesticare un ratto implica pazienza e tanta buona volontà.Infatti il nostro “amichetto” dovrà essere addestrato sin dalla tenerissima età. Bisogna maneggiare il piccolo( ma senza eccedere) almeno 5 giorni prima che questo apra gli occhi, quando si nutrirà autonomamente bisognerà sottrarlo ai fratelli e alla madre, continuando a maneggiarlo.Cosi facendo si arriverà al punto che il piccolo si affezionerà a chi lo ha accudito, e si renderà docile.Si può anche abituare il piccolo a evacuare nella propria gabbietta, uscendo tranquillamente ad ispezionare il territorio esterno attorno alla sua casetta, tornando in questa al momento del bisogno ,in tutti i sensi.        

                                          Andrea Franzò.
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