Terrario per il Pitone Reale

Scritto da Giacomo per il vecchio sito " Pitone Reale"

TERRARIO:
Un aspetto molto importante nell'allevamento di un rettile è la sua sistemazione in un ambiente il più idoneo possibile alle sue esigenze. Bisogna ricordare che i rettili come il Pitone reale, provengono da regioni del mondo che sono molto diverse dalla nostra, quindi si trovano in condizioni che noi dobbiamo rendere il meno possibile difficili.
 

 

Esistono diverse tipologie di terrario, che vanno da quelli tutti in vetro a quelli in legno. Poi ci sono soluzioni particolari come terrari in plexiglas o terrari "ibridi" con le pareti di vetro e il tetto e la base in legno. I più versatili e semplici, a mio parere, sono quelli in vetro e quelli di legno con cristallo frontale.

I terrari di vetro, solitamente, sono ricavati da acquari e svolgono egregiamente il compito cui sono chiamati ad assolvere, come tutto hanno dei pro e dei contro. Una delle caratteristiche maggiormente apprezzate di questo tipo di teche è la facilità di pulizia e disinfezione che offrono; possono essere trattati con comuni detergenti, anche molto aggressivi, dato che come tutti sanno il vetro non assorbe i liquidi. Bisogna però fare attenzione al silicone che tiene insieme i vetri perché, al contrario del vetro, può assorbire sostanze che potrebbero causare dei problemi agli animali (in un mio acquario che trattai con blu di metilene il silicone è diventato blu, ed è rimasto così).

Come regola generale una soluzione al 5% di candeggina va bene per ogni tipo di terrario, basta ricordarsi di risciacquare un paio di volte con acqua prima di introdurre l'animale nella sua casa "tirata a lucido".

A sfavore dei terrari di vetro gioca il fatto che questo materiale è poco "lavorabile". Come dicevo prima spesso questi terrari erano acquari e, ovviamente, non hanno prese d'aria sui lati: ci si deve affidare all'aerazione dall'alto, e molte volte non è sufficiente. Un altro problema è che è molto difficile installare gli organi di illuminazione, che rimangono così in condizioni di stabilità precaria o orrendamente appesi.

I terrari di legno sono, dal mio punto di vista, esteticamente migliori e si prestano meglio a modifiche "dell'ultimo minuto". Nonostante ciò anche questi presentano dei pro e dei contro.

Sono l'unica soluzione in caso di terrari molto grandi e, siccome sono costruiti appositamente, hanno le caratteristiche che più si avvicinano a quelle desiderate. Non hanno problemi per quanto riguarda il fissaggio dell'illuminazione e se serve si possono praticare tutti i fori necessari all'areazione ovunque. Dato che le varie componenti si fissano le une alle altre con viti o simili ci potrebbe essere il problema di perdite di acqua dovute all'umidità o ad accidentali rovesciamenti, sia da parte nostra sia da parte dell'occupante. Un po' di silicone lungo il perimetro della base dovrebbe svolgere la funzione di trattenere questi eventuali liquidi (ovviamente è una cosa da fare al momento della costruzione della teca o comunque quando non ci sono animali all'interno).

Un altro problema è la pulizia, in questo caso un po' più difficoltosa. Il legno è un materiale poroso che può assorbire delle sostanze anche molto pericolose. Vale anche in questo caso la disinfezione con candeggina al 5%. Per questo gioca un ruolo molto importante il trattamento del legno prima e durante la costruzione del terrario. Usando ad esempio delle vernici non troppo "aggressive", magari a base d'acqua, si impermeabilizza un po' il legno, fermo restando l'uso di silicone lungo gli angoli (è lì che si annidano maggiormente in microrganismi, e il silicone non è il loro substrato di crescita preferito).

Le misure di un terrario adatto ad un pitone possono variare a seconda della stazza dell'animale, comunque è meglio fare una spesa unica all'inizio comprando o costruendo una teca adatta alle misure di un adulto. Io sono un grande sostenitore dell'idea che più spazio possibile si da all'animale migliore sarà la sua vita. Le misure vanno, sempre per un adulto, da un minimo di 75x40x40cm in su: è preferibile una misura di 100x50x50cm. Variando la misura dell'altezza e della profondità è bene non scendere sotto i valori indicati. Per il mio Pitone di 20 mesi e 68cm ho un terrario di 110x55x55cm.

RISCALDAMENTO:

Parte fondamentale del terrario è l'impianto di riscaldamento. Per il suddetto terrario mi affido ad un cavo riscaldante da 25W e una lampadina spot da 40W. Il cavo, o la piastra metallica o quant'altro, è l'organo che è chiamato ad assolvere il compito di mantenere 24 ore su 24 una certa temperatura (che indicherò in seguito) costante, molto importante soprattutto di notte quando è il solo a dare tepore nel terrario. Il cavo non va distribuito su tutta la base del terrario, ma solo su una metà scelta per fungere da zona calda: questo comporterà una concentrazione di calore e quindi anche un cavo relativamente "piccolo" potrà bastare. Nel mio caso il cavo è stato distribuito su poco meno della metà del terrario e ciò comporta una temperatura "base", durante la notte, di 24-25°C dell'aria e 29-31°C sulla zona a contatto con la resistenza. Alcuni negozianti possono vendere delle pietre riscaldate…sono completamente inutili! Non hanno alcuna funzione se non quella di decorare e soprattutto sprecare inutilmente corrente elettrica. Non fatevi prendere in giro dalla favola che è utile per aiutare l'animale a digerire: essendo un oggetto caldo, naturalmente attira l'animale, sia che abbia mangiato sia che non lo abbia fatto anzi, non essendo regolabile può raggiungere una temperatura troppo elevata con conseguenti ustioni. Poi, francamente, non sono un granché a livello estetico.

L'elemento a cui viene affidato il compito di creare lo sbalzo di temperatura tra giorno e notte è la lampada spot, che va presa in proporzione alla grandezza del terrario. Nella mia teca ho una lampada spot da 45W a infrarossi, vecchio ricordo di una bellissima coppia di iguane. I Pitoni reali non hanno bisogno di luce a infrarossi, dato che sono animali crepuscolari/notturni, comunque io uso questo tipo di lampada per vari motivi, mi piace l'effetto cromatico e non produce una luce fortissima come farebbe uno spot bianco. Ci sono idee contrastanti sul fatto che la luce rossa possa essere un fastidio per i Pitoni, soprattutto se collegata ad un termostato che la fa accendere e spegnere durante il giorno. Io non ho notato nessun comportamento anomalo del mio animale allo spegnimento o all'accensione dello spot, quindi seguo tuttora il metodo della lampadina collegata al termostato. Lo spot va posizionato in un angolo nella metà "calda" del terrario, in modo da ottenere picchi di temperatura (sotto la lampadina) molto alti, che sono poi i responsabili della differenza di temperatura tra giorno e notte. Essendo lo spot una lampada a incandescenza, è bene proteggerla con una rete metallica, al fine di prevenire ustioni da contato, proprio per il fatto che l'animale in definitiva non "vede" la sua luce.Le temperature da rispettare in linea di massima sono, quindi, 23-25°C di notte e 32-33°C di giorno (nella zona calda). La temperatura massima può subire delle flessioni però di notte è bene che non si scenda mai sotto i 23°C.

UMIDITA':
Uno dei fattori più importanti per il benessere del Pitone reale è il tasso di umidità presente nel terrario. Se, infatti, la temperatura può variare anche sensibilmente senza che l'animale ne risenta, lo stesso non si può dire per l'umidità. La percentuale minima è del 60%, sotto la quale non è mai consigliabile scendere. Una percentuale maggiore (70% anche 80%) è da preferire: non dimentichiamo che il Pitone reale è originario dell'Africa centro orientale (Ghana, Togo), zone che si trovano nei pressi dell'Equatore. Per ottenere l'umidità desiderata sarà sufficiente mettere nel terrario un contenitore per l'acqua che sia non troppo profondo e abbastanza esteso: si otterrà così un'adeguata quantità di acqua che avendo una superficie estesa evaporerà con grande facilità (un sottovaso per piante va bene). Posizionando il contenitore nella zona calda della teca, in un punto in cui c'è una maggiore "quantità" di cavo riscaldante e sotto lo spot: il calore sopra e sotto la bacinella, nel mio terrario, mantiene costante l'umidità a circa l'80%, con picchi in inverno (quando riduco le prese d'aria) del 90%.Un'umidità non adeguata è fonte di stress per il Pitone e soprattutto una delle cause delle mute imperfette: le parti più colpite sono la punta della coda e gli occhi. Nella mia esperienza ho notato che un alto tasso di umidità può far allungare di qualche giorno il ciclo di muta, ma con il risultato di avere dei cambi di pelle perfetti e che avvengono non minore sforzo da parte dell'animale. Più in dettaglio, con un'umidità del 65% circa il ciclo di muta dura dieci giorni mentre, con un tasso dell'80% i giorni diventano quattordici.

AREAZIONE:
Un terrario è un ambiente normalmente chiuso e quindi, necessita di un certo circolo di aria fresca proveniente dall'esterno. La soluzione più utilizzata è quella di praticare delle aperture sui lati, di dimensioni adeguate agli animali ospitati, che possono avere una forma qualunque, da semplici fori fatti col trapano a grandi aperture coperte da grate. L'unica cosa cui bisogna fare attenzione è che le aperture, poste una di fronte all'altra, non siano alla stessa altezza: questo provocherebbe all'interno del terrario dei flussi consistenti di aria fresca, veri e propri spifferi, che non fanno bene alla salute dell'animale. L'impostazione da preferire è quella con le prese d'aria sfalsate l'una rispetto all'altra, una più vicina alla base e l'altra più vicina al tetto.

SUBSTRATO:
Il materiale sul quale deve poter "passeggiare" il Pitone reale può essere di diversa natura. Si possono usare substrati creati appositamente per terrario, che sono miscugli di cortecce e trucioli di alberi scelti in modo che non creino problemi (soprattutto respiratori). Io non procederei col fai da te con questo tipo di substrati perché alcune varietà di alberi contengono sostanze (oli essenziali) che sono volatili e possono creare dei problemi all'animale. Come tutti sanno il cedro è molto pericoloso sotto questo punto di vista.Un altro tipo di substrato è il ghiaino utilizzato in acquariologia. Come il precedente però, presenta il problema di essere costituito da parti facilmente ingeribili e difficili da pulireUno dei migliori substrati è la carta assorbente che deve essere cambiata ogni volta che se ne presenta la necessità. Nel mio terrario uso il "tappeto erboso", una valida alternativa alla carta assorbente, facilmente reperibile e lavabile. Si trova nelle ferramenta o negozi di bricolage ed è una moquette fatta di materiale sintetico molto resistente che può essere lavata con prodotti molto forti: una vota il mio Pitone ha rigurgitato un criceto sul tappeto (era troppo grosso) e l'ho lavato con candeggina senza che subisse alcun tipo di variazione.

ADDOBBI:
È bene seguire sempre la regola di non esagerare col "riempire" la teca. Una cosa che non deve mancare assolutamente è il nascondiglio: in natura il Pitone reale trascorre le ore d luce dormendo e rifugiandosi in tane che precedentemente "svuotato" dei precedenti inquilini. Per ricreare in terrario una condizione simile si può usare un vaso di terracotta nel quale è stato creato un foro di dimensioni adeguate alla stazza dell'animale. Per fare le cose nel migliore dei modi si possono mettere due vasi, uno nella zona calda e uno nella zona fredda in modo da dare la possibilità al Pitone di scegliere la sua preferita. Fatto ciò si possono mettere nella teca delle decorazioni che diano la possibilità all'animale di arrampicarsi e si sfregarsi. Rami di vario genere e misura vanno bene, purché siano stati precedentemente puliti e sterilizzati, fermo restando il fatto che il cedro è tossico e quindi non dev'essere usato. Possono andare bene anche piante "intere" purché, anche queste, non siano velenose. In commercio esistono rami e piante finti che hanno ormai raggiunto un livello estetico molto alto e possono andare bene perché si possono lavare e sono molto resistenti.

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